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Potere, prigionia e desiderio sono al centro de 'Il prigioniero', il nuovo film di Alejandro Amenábar.
Alessandro Borghi interpreta Hasan Pasha, il governatore di Algeri che tiene prigioniero Miguel de Cervantes dopo la cattura del 1575. La storia immagina uno dei capitoli meno conosciuti della vita dello scrittore spagnolo, gli anni che precedono la nascita del 'Don Chisciotte'.
Arrivato nelle sale italiane il 10 giugno, dopo l'anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 7 settembre 2025 e l'uscita in Spagna il 12 settembre dello stesso anno, il film segue l'evoluzione del rapporto tra Hasan e Cervantes.
'Uno si innamora e l'altro no', sintetizza Borghi, descrivendo un personaggio diviso tra il ruolo di governatore e il fascino esercitato dall'intelligenza del suo prigioniero, fino a un legame che supera quello tra carceriere e prigioniero.
Amenábar immagina ciò che potrebbe essere accaduto durante gli anni trascorsi ad Algeri, senza riscrivere la biografia di Cervantes.
'Volevo raccontare Cervantes prima di Cervantes', spiega il regista, trasformando la prigionia nel luogo in cui l'immaginazione diventa l'unica vera forma di libertà.
Borghi ha accettato il progetto senza leggere la sceneggiatura. Lavorare con Amenábar, racconta, era già una ragione sufficiente per prendere parte a un film che porta sullo schermo una pagina poco conosciuta della vita dell'autore del 'Don Chisciotte'.